Cucine Aperte e Solidali a Torino: progetto per il sostegno alimentare delle categorie più fragili nell’emergenza Covid-19

“Cucine aperte e solidali”, un’iniziativa  promossa da una rete di realtà civiche e politiche a sostegno dei volontari impegnati ad aiutare le persone più fragili, prime fra tutte quelle che vivono per strada, con la collaborazione di ristoranti e produttori.

Il concetto alla base del progetto è quello di riaprire quante più cucine di ristoranti possibili per coprire l’accresciuto bisogno di pasti per le categorie più deboli.

L’idea è nata come risposta all’aggravamento della situazione verificatasi a seguito del lockdown per le persone senza fissa dimora.

“Tutto è partito dalla crescente difficoltà da parte di alcune realtà con le quali siamo in contatto come la Comunità dei Francescani e la Comunità di Sant’Egidio, che hanno visto in pochi giorni triplicare la richiesta di pasti giornalieri,” – commenta Elena Apollonio, rappresentante di DemoS, Democrazia Solidale- “grazie a Federico De Giuli e alla rete che Laboratorio Civico ha attivato , e alla immediata adesione del Ristorante Tre Galline siamo partiti con il progetto Cucine Aperte e Solidali”.

“Uno dopo l’altro, hanno aderito altri ristoranti, produttori di materie prime e Associazioni di contatto con le fasce più fragili” – continua Federico De Giuli – “Il progetto, partito il 20 di marzo con un obiettivo di produzione fra i 100 e i 150 pasti giornalieri, sta riscuotendo ogni giorno nuovi aderenti, e punta ad un primo obiettivo di dare continuità nel tempo a 500 pasti al giorno”.

“Dal 20 di marzo al 10 di maggio sono programmati e distribuiti complessivamente 10.920 pasti a cura dei 15 ristoranti ad oggi aderenti” aggiunge Andrea Chiuni, lo chef del Ristorante tre Galline che si è messo a disposizione al coordinamento del progetto ”Ciò che mi ha stupito di più è stata la formazione spontanea e armoniosa di questo gruppo di ristoranti che ogni giorno si coordinano fra di loro e con le necessità di chi è sul fronte dell’emergenza. Sicuramente un progetto innovativo e straordinario nel panorama gastronomico italiano”.

Sono invitati ad aderire oltre che ai ristoranti anche tutti i produttori di materie prime che vogliano donare al progetto una parte dei loro prodotti .

“Un progetto sostenibile, che immaginiamo possa andare oltre l’emergenza Covid 19” , conclude De Giuli, “che ci da speranza e che ci dice che si possono trovare nuove strade per il futuro di questa città e non solo, ascoltandone i bisogni e con un lavoro di squadra”

Per aderire all’iniziativa come  produttore o erogatore di pasti, donatore di materie prime, finanziatore, scrivere a: cucine.solidali@gmail.com

Per informazioni:

Contatto telefonico 334-3435026

E-mail:  cucine.solidali@gmail.com

Sito: www.cucinesolidali.it